Associazione degli Abitanti e Amici di Boipeba
 

La Associazione degli Abitanti e Amici di Boipeba - Amabo, é stata fondata il 2 aprile 1995. La sua area di azione é l´isola di Boipeba, con sede a Velha Boipeba.

Obiettivo sociale:
Migliorare la vita degli abitanti e proteggere l´ambiente di Boipeba.
 
 

Sede: Velha Boipeba, Cairu, Bahia, Brazil

E-mail: amabo@amabo.org.br

Indirizzo per corrispondenza:
Rua Comendador Madureira, 40 - 45400-000 Valença - BA

 

Progetti

 

AMABO realizzó vari progetti nel suo obiettivo sociale di migliorare la vita della popolazione e proteggere l´ambiente di Boipeba.

  • I primi progetti realizzati sono stati il Programma di Assistenza Civico-Sociale della Marina del Brasile, donazioni di medicine al posto di salute de Boipeba, corsi di meccanica per motori marittimi, metodi per ottenere pesce affumicato, studio di mezzi di navigazione con il Centro Federale di Educazione Tecnologica - Cefet di Valença.

  • Nel 1999 Amabo elaboró la proposta di Sviluppo Sostenibile dell´Isola di Boipeba - DESIBO - con la quale partecipó al Secondo Congresso e Esposizione Mondiale di Ecoturismo - WORLD ECOTUR 2000 - a Salvador.

 

Centro Ambientale m'boi pewa

Amabo presented to Petrobras a proposal of environment education for Boipeba. After a period of negotiation, Petrobras accepted the proposal and in 10th of January of 2008, an accord was signed to realize the project.

More information in english

 

 
 
 

Partendo dalla proposta DESIBO, l´isola fu scelta come area di studio nel Programma di Sviluppo Locale del SEBRAE.

Ulteriori informazioni sul Piano di Sviluppo Locale nella sezione in portoghese

 
 
 

Nel 2000-2002 Amabo costruí il pontile di attracco "Zé da Viúva", d´accordo con la Compagnia di Sviluppo e Azione Regionale -CAR. Il valore dell´accordo fu di R$ 88.010,39, di cui R$ 74.808,83 a carico del CAR e R$ 13.201,56 come contropartita della comunitá.

Ulteriori informazioni in portoghese

 
 
 

Tra il 2001 e il 2003, Amabo recuperó il tetto della Chiesa del Divino Spirito Santo, in societá con TRANSPETRO e la comunitá cattolica di Boipeba. Il valore dell´accordo é stato di R$ 32.066,55 e una contropartita di Amabo di R$ 4.481,58.

 
   

Ulteriori informazioni sul recupero del tetto della chiesa nella sezione in portoghese

 

Protezione dell´ambiente

 

La missione di Amabo é contribuire allo sviluppo ordinato e sostenibile dell´isola di Boipeba, migliorando la qualitá di vita della popolazione locale e la preservazione dell´ambiente.

Con questo obiettivo, Amabo mobilizza la comunitá denunciando fatti che disturbano e minacciano gli abitanti, turisti e l´ambiente di Boipeba.

 
 

Piscine naturali

 
 

Le piscine naturali emergono tra i coralli durante la marea bassa. É un ambiente ricco di fauna e flora, con grandi varietá di pesce, aragoste, stelle di mare, polpi, oltre a diversi coralli e piante subacquee.

É il posto piú visitato nell´isola e per questo motivo soffre a causa del grande impatto.

 

A causa della mancanza di ordine e controllo:

- i motoscafi sono ancorati sopra i coralli e gli scogli dentro l´area delle piscine;
- i marinai dei motoscafi non rispettano i limiti di velocitá, mettendo i visitatori in pericolo;
- i visitatori calpestano i coralli danneggiandoli.

 
 

Nel 2003, gli abitanti di Boipeba presero l´iniziativa di ordinare il flusso di turismo nelle piscine.

In una riunione di Amabo, si decise di collocare boe con l´obiettivo di demarcare una area esclusiva per i nuotatori, lasciando, cosí, fuori i motoscafi e le barche.

 
 

Con i propri mezzi, gli abitanti costruirono 12 boe con scritto l´avviso "APA" ( Area di Protezione Ambientale) ancorate nel fondo con cemento.

 
 


Ancora oggi stiamo nel processo di convincere i marinai che portano i turisti a rispettare l´area demarcata.

Chiediamo ai visitatori delle piscine di fare attenzione a non camminare sui coralli, a non buttare rifiuti nel mare, a non alimentare il pesce con pane a causa del lievito.

 
 

Monitoraggio e accompagnamento comunitario - MAC

 
 

Dall´anno 2000, alcune imprese dell´industria del petrolio sviluppano attivitá nel litorale sud di Bahia, in un ambiente di ecosistemi fragili e di alta importanza ecologica e economica.

 

EINel marzo 2003 morirono tonnellate di pesce nel mare di fronte alle spiagge di Guabim, Morro de São Paulo, Garapuá, Boipeba, Pratigi e Maraú. Si trattava di pesci grandi che vivevano nel fondo del mare.
Nello stesso periodo, l´impresa El Paso perforava con una piattaforma di fronte all´isola di Boipeba e la impresa PGS registrava dadi sismici nella regione tra Itacaré e Ilheus. Le due imprese furono sospettate di aver causato la morte dei pesci e furono investigate dalla Promotoria Pubblica, con Procedimento Amministrativo 05/03.

A partire da quel momento, gli abitanti della regione cominciarono a domandarsi quale fosse il reale impatto delle attivitá petrolifere e di monitoraggio. Durante le udienze pubbliche per la concessione alle imprese Grant e PGS, le associazioni e le colonie di pescatori cominciarono a rivendicare la partecipazione di rappresentanti delle comunitá, sotto forma di monitoraggio e accompagnamento comunitario - MAC.

I rappresentanti dell´Ufficio di Concessioni di Petrolio e Nucleare - ELPN/IBAMA - accettarono le rivendicazioni e condizionarono le licenze alla realizzazione del MAC


Ulteriori informazioni sul MAC

 

Fuoriuscita di paraffina

 
 

Il 27 gennaio 2001, ci fu un incidente con fuoriuscita di paraffina, che sporcó le spiagge di Boipeba e della regione.

Amabo, preoccupata con la salute della popolazione locale e la preservazione della flora e della fauna, informó il Centro de Recursos Ambientais e la Petrobras dell´incidente.

 

Fu raccolto materiale per analisi, a partire del quale si scoprí che la nave "Pietro Barbaro" dell´impresa italiana Novamar Internacional srl aveva causato l´inquinamento che aveva toccato il litorale di Bahia, dalle isole di Tinharé e Boipeba fino ai municipi di Camamu, Itacaré e Ilheus.

La Petrobras ´mobilitó equipe specializzate e contrattó centinaia di abitanti, diverse imbarcazioni e trattori nella regione per pulire dalla paraffina. In dieci giorni furono raccolte piú di 80 tonnellate di paraffina, recuperando, cosí, le bellezze della regione.

 

L´impatto ambientale e socie-economico per Boipeba fu profonda. Al di lá dell´inquinamento delle spiagge e delle aree di fiume e mangrovie, la notizia generó una immagine negativa del luogo e causó danni sociali notevoli.

A partire da quel momento, la Petrobras accettó la proposta del restauro della Chiesa del Divino Spirito Santo con un accordo con Amabo, per la ricostruzione del tetto e del sottotetto della chiesa che é simbolo secolare della storia della civilizzazione locale.

 
 

Fuoriuscita di olio

 
 

Una minaccia costante per l´ambiente é la fuoriuscita di olio.

Nel gennaio 2003, una nave sparse una grande quantitá di olio nel mare, olio che arrivó fin sulle coste della regione.

 

Amabo denunció di nuovo al CRA, alla Petrobras e alla Promotoria Pubblica a Valença.

Nuovamente, la Petrobras contrattó abitanti del luogo per pulire le spiagge e gli scogli.

 
 

Pesci morti

 

Nel marzo 2003, l´isola di Boipeba fu colpita da un altro disastro ecologico. Furono trovate tonnellate di pesci morti e moribondi sulle spiagge dell´isola e nel mare. Secondo i racconti dei pescatori, si trattava di pesci grandi che vivono nel fondo del mare.

 
 

Il giorno 7 marzo, Amabo depositó una denuncia presso il Promotore dell´Ambiente di Valença e il giorno 8 marzo presso il CRA. Per analizzare, mise in congelamento due dei pesci trovati morti.

Nel momento della morte, l´impresa El Paso e PGS stavano lavorando in attivitá legate allo sfruttamento di petrolio e gas. Esiste, quindi, il sospetto che la morte dei pesci sia legata alle attivitá di queste imprese.

 
 

Il giorno 22 aprile 2003, le Promotorie di Giustizia do Baixo Sud convocarono un´udienza pubblica sulla alta mortalitá della fauna marina nella regione, presieduta dal Promotore di Giustizia.

 

Amabo presentó diapositive che illustravano l´inquinamento paesagistico causato da una piattaforma, casi di fuoriuscita di paraffina e olio, foto sulla morte dei pesci, relazioni sull´impatto ambientale ai danni dell´isola di Boipeba dall´anno 2001.

 
 

Il rappresentante dell´impresa El Paso parló del lavoro svolto da El Paso nella regione e delle azioni adottate per la salvaguardia dell´ambiente. In ultimo, spiegó i procedimenti adottati per investigare le possibili cause di mortalitá del pesce in questione, con promessa di consegna della relazione finale nel maggio 2003.

Il rappresentante dell´impresa Everest, responsabile per gli studi dell´impatto sull´ambiente delle attivitá dellla PGS, spiegó le misure investigative prese, prevedendo i risultati delle analisi entro 3-4 settimane.

Si osservó una grande ostilitá da parte di vari segmenti della societá civile, volendo un comportamento etico di trasparenza e idoneitá nell´investigazione dell´incidente, con un conseguente risarcimento dei danni.

Le imprese El Paso e Everest concordarono nell´accettare i periti indicati dal Ministero Pubblico, i quali accompagnarono gli studi e le ricerche promossi dalle imprese.

Restó stabilito che, dopo la consegna delle relazioni, sarebbe stata convocata una nuova udienza pubblica per la presentazione e la discussione dei risultati, mediante previa disponibilitá degli studi al pubblico.

Il 23 settembre 2003, le Promotorie convocarono un´altra udienza pubblica per divulgare i risultati. Le due imprese presentarono ognuna una relazione che non spiegava la causa della morte del pesce, ma che appena asseriva che El Paso e PGS non erano responsabili.

Neanche il perito delle promotorie scoprí chi causó il disastro. La popolazione e i pescatori rimasero insoddisfatti e rivoltati con questo risultato.

 

Fango negli scolgi

 

Subito dopo la morte del pesce nel marzo 2003, una sostanza fina, portata dalla corrente del mare, si depose sugli scogli di fronte all´isola di Boipeba e creó una patina di fango.

 

 

Un sub (pescatore in apnea di Boipeba) disse che c´era una nave vicina alla piattaforma di El Paso che stava buttando fuori una materia che sembrava fumo o fango. Alcuni giorni dopo, alcuni sub notarono la sostanza portata dalla corrente che sporcava l´ acqua e che poi si depositava sugli scogli. Questa sostanza, apparendo in superficie, esalava un odore molto forte. Secondo i sub, questa sostanza aveva un colore giallastro e dopo essersi depositata sulle alghe diventava nera.

 

Di conseguenza, altri sub di Boipeba notarono in queste zone che i polipi e le aragoste scomparivano e oggi, infatti, si constata una perdida motlo forte nella cattura.

 
 

Amabo denunció il fatto nuovamente al Promotore dell´Ambiente e all´IBAMA e sollecitó un accompagnamento e un controllo piú efficiente dell´attivitá di sfruttamento di gas e petrolio nella regione. Per questo motivo, la popolazione di Boipeba suggerí di creare un Consiglio di Accompagnamento, per permettere che rappresentanti della comunitá potessero controllare direttamente le attivitá della imprese petrolifere.